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IMG_20200331_212946È sera.

Ho dovuto, per forza di cose, attraversare in macchina il mio paese, e dalla radio viene fuori la canzone “Generale” di De Gregori.

Era tutto deserto, un po’ più buio del solito e l’aria più respirabile di sempre.

Ho pensato che faccio parte di una generazione fortunata: sono diventata adulta senza mai aver attraversato nessun momento veramente difficile, come una guerra, un terremoto, un’eruzione, un’alluvione, un qualsiasi problema che bloccasse la nostra corsa all’iphone e alla macchina di lusso. Doveva capitare, anche a me, anche alla mia generazione, di vivere un momento che ci portasse un po’ a riflettere sulla fortuna che abbiamo avuto a vivere nella parte buona del mondo e in un periodo per lo più di benessere generale.

E’ tempo per riflettere e osservare, ne abbiamo tanto in questo momento. Mi sveglio all’indomani e raggiungo il terreno che ci ha lasciato mio nonno, dove respirano indisturbati i nostri ulivi: che silenzio! Lì accanto ci passa l’autostrada Napoli-Bari, mai stata più deserta, mai stato più silenzioso quel posto.

La terra! La bellezza vera del contatto con la terra. Su di un albero, a pochi passi da me, sento un cinguettio. E’ un mercoledì di questo marzo in quarantena. Scendo giù e raccolgo un fiore, una margherita, la indosso al dito.

E’ la natura che dobbiamo sposare, è dalla natura che dovremmo ripartire quando tutto questo sarà finito.

La mattina il suono delle campane arriva fino alla mia stanza, non è mai successo in tutti questi anni di sentirle così chiare.

Apro gli infissi, respiro e mi sembra di purificare la mia anima. La sera è ancora più bella, al crepuscolo, ho tanto panorama dal balcone della mia camera e mi perdo nei colori dell’imbrunire, … e respiro, respiro come se non avessi mai saputo farlo. Mi affaccio dall’altro terrazzo e mi sembra la natura stia prendendo il sopravvento su di noi: il rinvigorirsi dell’erba, il rischiararsi del cielo.

Non vi sembra tutto più chiaro alla vista?

Decido di scendere nella terra sotto casa, arrivo fino al ruscello, che sgorga come se stesse suonando una musica felice e anche gli animali tra foglie rallentano: non hanno più paura, non hanno più niente da cui scappare.

Clown Nopapparappà  – al secolo Alessia Sorrentino