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Aliano (MT) rappresenta anche per noi, il paese del “confino”…….

Lo stesso “confino” che ad Aliano pose Carlo Levi in contatto con la realtà meridionale a lui del tutto sconosciuta e dalla quale rimase profondamente colpito. L’esperienza fatta in quel breve periodo determinò una svolta nella sua vita come lo stesso Carlo Levi scrisse nella lettera posta a prefazione della seconda edizione del suo romanzo più celebre: “Cristo si è fermato ad Eboli” e del come Lui ha vissuto li il suo “confino” vi rimandiamo alla lettura del suo bellissimo libro.

Quando Franco Armino mi ha chiesto (anche nella mia qualità personale di socio della “Comunità Provvisorie-Casa della Paesologia”) se partecipavamo, anche quest’anno, come associazione clown al Festival “LA LUNA E I CALANCHI” non abbiamo avuto esitazione a dirgli di si!

Le nostre motivazioni sono già da tempo scritte nei principi del nostro statuto associativo e che qui riporto in sintesi invitandovi a leggerlo “STATUTO COMUNITA’ RNCD”:  “Da un punto di vista materiale viviamo in un contesto basato sulla uccidibilità e mortificazione degli esseri umani: guerre e terrorismo, devastazioni ambientali, piaghe sanitarie, profonde ingiustizie sociali, ecc. La maggioranza della popolazione mondiale vive senza protezioni sociali, senza sufficienti mezzi di sussistenza.” Per questo anche noi viviamo un nuovo “confino” in questa  epoca, e per questo…..“Occorre tentare di costruire una strada verso la libertà, verso una forma di autentico autogoverno delle relazioni umane plurali. Il cambiamento possibile non è un mero atto spontaneo. Il cambiamento richiede impegno e scelta consapevole, perciò libera. Per questo occorrono le migliori energie delle persone che scelgono di impegnarsi comunemente, mettendo in rete e condividendo le proprie esperienze, intenzioni, emozioni.” …perché? ….anche….. “Noi proponiamo la medicina dell’incontro, dello scambio, della relazione umana permanente, quindi di organizzare questo percorso, ma in forma nuova. La situazione di difficoltà epocale richiede che venga stabilita una connessione più ampia, che faccia cioè riferimento non solo alle proprie specifiche esigenze di espressione umana e realizzazione sociale (nel nostro caso la “medicina del cuore” espressione dell’umanità del clown) ma che consenta all’individuo di aprire le porte al mondo, con la possibilità di interfacciare tutte le umane sofferenze ma anche tutte le umane gioie e liberazioni.”

14238278_10209353415066662_9063489228087134281_nIn tal senso abbiamo pensato di portare ad Aliano “IL CIRCO DEI CALANCHI” o di Campagna, ispiratomi, nell’incontro a Tirana di Luglio di quest’anno, dal mio carissimo amico clown Arben Shaka che qui ringrazio per i suoi suggerimenti e nel quale riuscire ad addomesticare tutte le “nostre” bestie feroci.

La prima domanda a cui riuscire a rispondere è:  Può cambiare il mondo? Si, se partiamo da noi stessi, senza affidarci a qualcosa o qualcuno che risolva i problemi per noi; No, se pensiamo di cambiarlo da soli.

14117873_10209362752619605_5480250439124527163_n“ADDOMESTICAMI”

resta per noi una parola magica, bellissima metafora del dialogo tra la Volpe e il Piccolo Principe: Lui all’inizio non capì: “se vuoi un amico, addomesticami!?. Ma attraverso questo insegnamento riuscì a capire anche i sentimenti che provava per la sua rosa, e disse: “Credo che mi abbia addomesticato”.

Il Piccolo Principe comprese così che “addomesticando la volpe” avrebbero potuto, ognuno, uscire dalla propria realtà corporale trasformandosi tutti, da animali-umani, in esseri “unici al mondo”! La percezione dell’altro e di “se” (no avete letto bene, non “sé” con l’accento, ma “se” senza accento, si solo una congiunzione: “l’io è l’altro!”). Solo così il nostro sguardo potrà percepire la singolarità di ogni essere, di ogni cosa. Ogni essere vivente, le pietre, le cose, la natura, la luna e i calanchi sono racchiusi nelle apparenze e solo quando noi riusciamo ad addomesticarle che potremo rivelare e apprezzarne la loro singolarità. Alla fine mi hanno dato pure il primo Premio Internazionale 2016 “LA GALLINA dalle UOVO D’ORO”.

14022372_10209227115229245_7667823387996146835_nIl “CIRCO dei CALANCHI” (o di Campagna) ha rappresentato un “esperimento”. E’ proprio sfruttando le discipline tipiche del circo: il trapezio, le acrobazie, l’equilibrismo, le clownerie e tante altre, che ci possiamo “mettere in gioco” tutti ed addomesticare al sorriso la “nostra”  bestia feroce! Perchè? Ma, le nostre relazioni non sono fatte di attrazione e repulsione, ma solo di “attrazione”! Un nostro grande, ma che dico grandissimo, scienziatissimo amico fisico, e che fisico, ci parla di un “sistema unigravitazionale” che resta l’unica legge che governa l’universo:

“amor che a nullo amato amar perdona….”.

Nella sostanza in questo “CIRCO dei CALANCHI” come direttore e domatore ho provato a tornare alla sua vocazione originaria: colpire l’immaginazione, sfidare le leggi fisiche e naturali: la percezione di “se” e dell’altro da “sé”, insomma far vivere una sensazione nel qui ed ora e l’emozione del gesto, per recuperare la disponibilità del “nostro bambino interiore al gioco“, più che alla parola.

14079932_10209227116229270_5184190651852811371_nInsomma, posso dire (per me) che l’esperimento è riuscito perfettamente e proprio quando attraverso la forza trasgressiva del circo, il quale si rapporta sempre con il bisogno arcaico di farci confrontare con il pericolo (le nostre peggiori paure: vergogna e giudizio degli altri) della morte ( ma noi sappiamo che i clown sono immortali) e/o l’amore per la vita (assenza di morte) dopo il nubrifagio nel quale sono morte tutte le mie bestie feroci….ho chiesto che mi era morta anche l’elefante ma che lo spettacolo doveva continuare, e dopo aver lanciato quanche occhiata nel pubblico una signora spontaneamente mi ha risposto: “al massimo posso fare la balena!” Bene gli ho risposto allora facci la balena e cosi ci ha donato il più bello spettacolo del mondo! Per non parlare della Tigre e del Leone, della Coccodrilla e dell’Orangu Tangu, e del pericolosissimo numero del bacio tra il Domatore e la Serpentina a Sonaglia!

14141596_10209362753659631_2539449934055951151_nE, dopo che tutti hanno aiutato il nostro giocoliere a ritrovarsi le palle (…è bravissimo a farle girare! sic), sono rimasti tutti fino alla fine per “GIURARE” su come praticare i loro sogni! E con l’aiuto della mia moto del tempo, ognuno ha fatto il viaggio al “suo confino”……, mai fine!

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