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“Venghino, Signori venghino, al più grande spettacolo del mondo…”

“il Circo dei Calanchi”

è il primo al mondo che proverà ad unire l’attrazione erotica e le relazioni amorose in tutte le infinite possibilità.

Tranquilli/e, è aperto a tutti, grandi e piccini, fino a 110 anni! Quest’ultimi se accompagnati dai genitori!   Ingresso libero, ma non so, se ne uscirete….!

Perché? Tutto dipende da voi.  Provate semmai a ricordare, cosa disse la Volpe al Piccolo Principe: “ADDOMESTICAMI!?”.

Lui, all’inizio non capì: “se vuoi un amico, addomesticami” (!?) Ma attraverso questo insegnamento riuscì a capire anche i sentimenti che provava per la sua rosa, e disse: “Credo che mi abbia addomesticato”.

Il Piccolo Principe comprese così che “addomesticando” la volpe avrebbero potuto, ognuno, uscire dalla propria realtà corporale trasformandosi tutti, da animali-umani, in esseri “unici al mondo”!

La percezione dell’altro e di “se” (no avete letto bene, non “sé” con l’accento, ma “se” senza accento, si solo una congiunzione: “l’io è l’altro!”). Solo così il nostro sguardo potrà percepire la singolarità di ogni essere, di ogni cosa.  Ogni essere vivente, le pietre, le cose, la natura, la luna e i calanchi sono racchiusi nelle apparenze e solo quando noi riusciamo ad addomesticarle che potremo rivelare e apprezzarne la loro singolarità.

“Il CIRCO dei CALANCHI” è un “esperimento”. E’ proprio sfruttando le discipline tipiche del circo: il trapezio, le acrobazie, l’equilibrismo, le clownerie e tante altre, che ci possiamo “mettere in gioco” tutti come bestie-umane.

Le nostre relazioni non sono fatte di attrazione e repulsione, ma solo di “attrazione”! Un nostro grande, ma che dico grandissimo, scienziatissimo amico fisico, e che fisico, ci parla di “fisica unigravitazionale” che resta l’unica legge che governa l’universo: “amor che a nullo amato amar perdona….”.

Nella sostanza in questo “IL CIRCO dei CALANCHI” proveremo a tornare nella sua vocazione originaria: colpire l’immaginazione sfidando le leggi fisiche e naturali: la percezione di “se” e dell’altro da “sé”,…meglio far vivere una sensazione nel qui ed ora e l’emozione del gesto, la disponibilità del gioco, più che la parola. Insomma, proveremo a prendere in prestito un po’ della forza trasgressiva del circo, il quale si rapporta sempre con il bisogno arcaico di confrontarsi con il pericolo (paure) della morte e/o l’amore per la vita!

Ognuno di noi potrà provare a leggere le sue “cartoline dai morti”, ma saremo pronti anche a “GIURARE”, sui nostri sogni!

“IL CIRCO DEI CALANCHI”

è curato dalla nostra Ass/ne:

“Comunità RNCD di Clown Dotti & Sognatori Pratici”

e si inserisce nell’ambito dell’immaginifico evento di ALIANO (MT) dal 20 al 25/agosto/2016:

“LA LUNA E I CALANCHI 2016”

 

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