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arben shaka 1…ero rifugiato in Grecia, sono tornato migrate a Tirana.

Intervista di Leonard Veizi (traduzione in italiano di Karlo Kalus )

Ben, può esprimere attraverso gesti e mimica facciale molto più di una parola, o di un intero monologo. Arben Shaka questo maestro della pantomima, per molti anni è mancato alla scena Albanese. Lui da qualche tempo è riapparso di nuovo a Tirana, ma come dice: dalla sua lunga migrazione in Grecia è tornato come migrante, questa volta, nella sua città natale: Tirana,.. “Sono un nemico della monotonia ed ho la stessa vita attiva di prima, ma non come un’acrobata da circo.” …non esce più sul palco per interpretare, ma ora il suo universo è un potente computer, con una grande memoria, con il quale può collegarsi con ogni angolo del globo per ottenere informazioni su ciò che desidera conoscere.

Spiegandomi i suoi rapporti con la pittura, dice che nella sua mente tutta la sua vita si trasforma in un disegno magico, con matita o con pennello. Il suo peso massimo di 137 kg l`ha sceso drasticamente, non con le diete di tipo “Dukan”, ma semplicemente camminando per le strade della sua amata Tirana. Per i lettori di  (n.d.r. del nostro giornale—) “Shekulli”, per coloro che lo conoscono bene, ma per coloro che non sanno chi è il sessantatreenne Arben Shaka diciamo che: è padre di tre figli, non ancora in pensione, e qui ci racconta la sua lunga vita di 33 anni sul palco.

Quando avete ottenuto il primo ruolo come attore?

Ero molto giovane, sedici anni quando ho partecipato al gruppo amatoriale del “Parco dei Camion”. Il primo ruolo era nella pantomima de: “Il Guidatore e il Passeggero” il cui autore principale era Agim Nallbani ed il mio compagno nel ruolo del passeggero era Astrit Ferizaj. Era il 1966 e avevo appena iniziato a lavorare come elettro-auto nel “Parco dei Camion” e con questa pantomima ci siamo presentati al festival amatoriale del varietà`. Sono rimasto sorpreso dal successo della pantomima e del mio ruolo di autista. Quando stavamo viaggiando con il camion del gruppo per uno spettacolo a Kavaja, misi per gioco il volante dall’altro lato dell’autista e dall’esterno sembrava che il camion avesse due volanti e due autisti. La gente si stupiva e per questo un uomo cadde nel canale con la bici.

Quando avete iniziato, effettivamente, la carriera?

Ero stato attore nel varietà nella base militare. Prima ho fatto sette mesi di servizio militare ma, mi ha attirò questa esperienza teatrale del varietà. In quegli anni per gli spettacoli di varietà per i militari c’era molto lavoro. Si riunivano molti buoni attori, c’erano:  Koco Devole, Roland Trebicka, Zef Deda, Myftari Sejfulla  ecc. Rimanevamo vestiti con l’uniforma. Davamo molti spettacoli nelle basi militari in tutta l`Albania. Naturalmente eravamo bene accolti ed avevamo un successo garantito, ma durante questo lavoro combattevamo anche con molti paradossi.

Cosa vi ha più colpito da questi paradossi?

Ci capitava di andare in un posto molto lontano dove c’erano dieci o dodici soldati, mentre il nostro gruppo aveva più di trenta persone, attori e cantanti. Lo spettacolo si faceva sempre completo per quel pubblico. Mi ricordo una volta che dovevamo fare lo spettacolo per i prigionieri di Çervenakës. Si creò una situazione molto tesa. Le persone furono costrette ad entrare nella sala, la loro mente non era lì per vedere lo spettacolo. Erano persone con molti problemi e che per diverse circostanze, gli hanno tolto la vita. Alcune attrici piangevano dietro le quinte. Abbiamo fatto alcuni numeri ma siamo andati via in fretta. Questa era una situazione che non ho mai dimenticato.

Siete stato attore-clown nel circo?

Per essere preciso nel mio curriculum/dossier c’era scritto acrobata, mentre io facevo l’attore-comico. A quel tempo il circo ed il varietà avevano la stessa gestione. In realtà, le mie inclinazioni erano verso la pantomima e per la musica e qui avevamo in comune la bella arte del circo. Io volevo esibirmi sul palco del varietà ma la persistenza di Telat Agolli creatore del circo Albanese mi costrinse ad esibirsi sia nel circo, sia nel varietà. Con il duro lavoro, il sudore e la passione, sono stato in grado di avere successo. A quell’epoca il circo brillava (aveva un grande seguito di pubblico), mentre oggi anche se esiste e si fanno gli spettacoli, per me sembra come uno scheletro.

Nel frattempo avete preso alcuni ruoli al cinema?

All’inizio sono apparso ed esibito in alcuni ruoli, in due-tre atti anche episodici. Il più grande successo personale da protagonista, credo che sia il film “Cirku në fshat” (Il circo in campagna), con la regia di Hysen Hakani, dove sono nel ruolo di Agron. Era un film che sinteticamente ci faceva vedere la vita ed il lavoro nel circo. Ho avuto un ruolo in “Odissea dei Tifosi” nel quale facevo un tifoso pazzo, al contrario del mio carattere. Ho avuto il ruolo di Sulo nel film “Perché suonano questi tamburi”. Ho anche avuto ruoli nei film di varietà ’:’Kapedani ’’, ’Caccia vietata ‘’ e nella commedia  “Generi ” di  Dionis Bubani con la regia di Pro Mani. Ho avuto un ottimo ruolo al film ” Pronto tecnico”, con regia di Niko Kanxheri, un film che è andato in onda se non ricordo male una o due volte al massimo ed è sparito. Non riesco a trovarlo più.

Che cosa ricordate da questi ruoli?

Nel film ‘’Il Circo in campagna’’ poiché facevamo le prove in una fattoria di galline, ho imparato benissimo a muovermi e fare il verso del tacchino e del pollo, facevo un sacco di pasticci e tutti ridevano divertiti. Nei momenti difficili delle prove e quando eravamo stanchi, non mancava neppure l`umorismo del regista Hakani che era noto per le sue battute. Quando abbiamo girato il film, “L’Odissea dei tifosi” sono dovuto andare con una carrozziona motorizzata per invalidi, che faceva parte delle scene del film, da Milot fino a Lac. Ma il motore era piccolo e non aveva la velocità necessaria per andare in strada ed alle mie spalle si fece una lunga coda di auto che mi suonavano di continuo in coro le loro trombe. Viaggiavo senza preoccuparmi del traffico e della coda che si era fatta, in strada. Poi compresi finalmente e decisi che non potevo stare più in mezzo alla strada con quella carrozzina. Nel film “L’ultima caccia” la scena con le zucche nella casa dello zio Braho è completamente improvvisata. Siamo entrati in una casa di un contadino e li c’erano le zucche. Non le abbiamo tolte ma subito abbiamo improvvisato immediatamente una scena. Con gli attori del gruppo avevamo questo bene, ci capivamo anche con gli occhi.

Il regista Niko Kanxheri: Shaka, un attore molto serio

Lui ha un umorismo raffinato e può raccontare con molta passione le storie della sua vita. Lui dice che non sa ne raccontare barzellette, ne fare scherzi senza motivo. Nella mia natura io sono diverso da quello in scena. Nella vita quotidiana sono un uomo serio ma anche all’interno di questa seriosità faccio scherzi sottili. In molti casi, anche in famiglia non capiscono quando faccio sul serio o quando scherzo. Nell`ambiente sociale o con i fans sono abbastanza prudente, voglio solo che si divertano togliendo qualsiasi frustrazione. Mi è capitato che ho avuto il ruolo principale nel tele-commedia “Pronto tecnico”. Quando c’é stata l`ultima scena del film, dietro il Teatro lirico, tutti sono venuti ad abbracciarmi. È venuto anche il regista  Niko Kanxheri ed abbracciandomi mi disse con umorismo: Non ti voglio più vedere, quando comico sei sulla scena, tanto serio nella vita.

Il pennello di Ben Shaka nei locali della Grecia

Per quindici anni ha trovato sollievo spirituale e materiale attraverso il confine. Era solo un emigrante, che è riuscito a rompere la mentalita greca contro gli albanesi e fare la vita di un pittore in esilio. Io, mia moglie e sua madre abbiamo vissuto così quindici anni in Grecia, oggi i nostri figli continuano a lavorare lì. Ho vissuto a Loutraki, ad 80 km da Atene, una città costiera turistica con la sua bellezza e purezza e con gente rispettosa. Nel primo mese della mia vita in Grecia avevo in mente una cosa sbagliata, pensavo di fare l’attore comico ed ho iniziato a chiedere seriamente lavoro, ma non avendo le giuste informazioni dei colleghi greci, i sogni e la passione sono vaniti. In Grecia ho lavorato principalmente come pittore, quest’arte resta la mia seconda passione. I residenti mi conoscevano come attore, ma presi la licenza di pittore, ed ho lavorato per quattro anni. Ho dipinto, fatto insegne pubblicitarie per i locali, e per questo motivo ho dovuto imparare la grammatica greca. Ma i residenti di Loutraki sapevano che ero un attore comico, circolavano nastri con il film ‘’Il circo in campagna’’. Ho fatto anche l`imbianchino, ho imbiancato qualche casa perché ti davano soldi in contanti. Ma ho avuto un grande successo con alcuni locali dipingendo le pareti sui quattro lati con murales. Allo stesso tempo, ho dipinto e venduto dei lavori sul tela. Ma negli ultimi anni, a causa della crisi, il lavoro si è fatto difficile e così sono dovuto tornare a Tirana, oggi sono in una casa in affitto, in altre parole “migrate” nel mio paese natale.

Nel paese natale

L’ultima volta che ero a Tirana nel 2010, prima di venire definitivamente. Sono rimasto sorpreso da quest’ambizione che abbiamo noi albanesi. Cerchiamo di andare avanti rapidamente e cerchiamo in continuazione il nuovo e il moderno. Ma vedevo ciò attraverso gli occhi di un visitatore. Ormai da quattro-cinque mesi vivo qui e posso dire che a Tirana tutto è speciale: successi e problemi. La vita qui è già molto dinamica e questo dinamismo lo danno le persone che se pur con tanti problemi, procedono sempre con intelligenza e coraggio. Quando sono tornato, definitivamente, non ero in grado di trovare la mia casa dove avevo vissuto. Ho chiesto ad alcuni che erano per strada. Loro mi rivedevano con stupore. Sicuramente pensavano Arben, o scherza o si è fatto matto!? Ma io davvero non riuscivo  ad orientarmi nella “nuova” Tirana.

Dei colleghi

Arben Shaka dice: I miei amici piu` stretti erano Skënder Plasarin, Xhemal Myftiun e Enver Dautin. Gli ultimi due, purtroppo, sono morti. E più vicino alla scena del varietà di Tirana erano Skëndër Sallaku, Xhemal Myftiu, Vasillaq Vangjeli, Maxhide Pici, Vegim Xhani, Dario Llukaçi etc. Ho avuto la fortuna di interpretare sul palco del varietà con il grande Mihal Popi e poi con Melpomeni Çobani, un eccellente attore. Per quando riguarda il circo, il mio partner principale, è stato Met Selimi, un vero è proprio maestro clown, acrobatico e drammatico.

I talenti

Com’è la sua vita artistica dopo gli anni 90?

Per la passione che avevo per l’arte dell’umorismo e soprattutto per i bambini, creai una società privata per promuovere le attività artistiche e per poter riuscire a realizzare un’opportunità di lavoro per me e per gli stessi artisti, con l’intenzione che in un futuro, non molto lontano, avrei potuto realizzare un teatro del varietà per bambini. Desideravo molto (desidero tutt’ora) che tutti coloro che hanno talento artistico possano ricevere attraverso la mia esperienza professionale  un’educazione in alcune discipline artistiche come: canto, ballo, recitazione e tutto ciò che è necessario per realizzare questo tipo di spettacoli.

In questo caso avevo solo la mia esperienza artistica professionale ma non l`esperienza amministrativa ed economica/commerciale, che non ho mai avuto, ed è cosi che sono fallito! Già, per l’amore ed il bene di questa mia grande passione artistica, che rappresenta ancora per me oggi un sogno, ho distrutto tutto. Non voglio però che questo sia il motivo che mi costringe ad essere ancora oggi un migrante (…alla mia età, poi!). Sono rimasto molto deluso per questo.  Ma so, sento, che ora ho la possibilità di realizzare un sogno, anche se mi accorgo, che molti posti sono già occupati!

arben shaka 4(N.d.R. Stiamo solo provando a praticare un sogno, in compagnia di un grande maestro ….“Clown che parla -ancora- agli uccelli”...., come Arben Shaka: realizzare la sua Scuola d’Arte in Albania. Ci serve un buon commercialista ed uno sponsor eticamente serio,…ah ah ah! Ho avuto il piacere e l’onore di  incontrare Ben il 25 luglio 2016 a Tirana mentre ero in vacanza in Albania con mia moglie. Pubblico qui questa sua intervista rilascata al giornale “Shekulli”, ….e ringrazio tutti per la disponibilità e per il libero apprezzamento, ringraziando ancora Ben per la sua amicizia. Clown Nanosecondo)

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