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Per me la nostalgia é bellezza, è gentilezza delle carezze che ogni ricordo fa restare sospeso, leggeri e liberi di lievitare per  trasformare questo spazio nero, come una lavagna, sempre pronto all’immaginazione.

Impressiono qui così in questa immagine, il mio stato d’animo, come possibilità di trasformazione e, come una grisalide, rinascere altro da me.

Per Bert Hellinger: “Lasciare… significa: lasciare che per un po’ le cose seguano il loro corso, che si muovano liberamente senza il nostro intervento, finché la direzione del loro movimento non si mostri spontaneamente. Se rinunciamo a tentare di guidare le cose e quelle, muovendosi, si allontanano da noi, lasciamole andare. Molliamo la presa. Se le lasciamo andare per la loro strada, ci rendiamo liberi per qualcos’altro.”  

Pare che al mondo ci siano due categorie di persone:  i “Prendi” ed i “Lascia”. Categorie di persone i cui profili comportamentali sono immaginificamente descritti in un bellissimo libro oggi introvabile nella sua traduzione in Italiano: “ISHMAEL” DI DANIEL QUINN PDF (pescato QUI in rete …per il libero apprezzamento!).

Per me, “lasciare” è provare a far rinascere ogni volta, ogni giorno, il mio bambino, il mio clown. Perchè così “…ancora adesso vivono in una solitaria valle, e non temono l’ululare dei lupi nè il ruggito del leone” (William Blake, da “La bambina ritrovata”)

E’ anche avere così la possibilità di “lasciarsi andare” a quell’attimo di 1/25 di secondo, lo stesso tempo che mi è servito per scattare questa fotografia nelle sere di questo ultimo Natale a Salerno. Sì, quel ”Nanosecondo”, per restare anch’io sospeso ad accogliere i movimenti dell’anima  e rivolgere ad essi tutta la mia attenzione.

“Tutta la mia attenzione” è augurarvi  “il meglio per me”!

Nanos