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"NOI ESISTIAMO" nella foto Silvia SorrentinoQuando sono sul ciglio di quella porta, lei si ferma a guardarmi, mi fissa, sento i suoi occhi addosso, e poi mi dice silenziosamente che riesco a leggere le anime, forse ha ragione oppure è il mio modo diverso di osservare la realtà che mi permette di capire come sono le persone da elementi quasi inesistenti.

Mi piace ascoltare i passi delle persone che vanno avanti e dietro per quei corridoi freddi e distaccati e capisco dal modo in cui camminano, se si passano la mano tra i capelli o sul viso, se sono persone tranquille o stremate dalla vita, spesso le loro anime lottano aspettando una risposta e vivono in una realtà sospesa tra il cielo e la terra e potrebbe crollare ogni giorno ma se vi fermate ad ascoltare il loro cuore, il loro respiro, capirete che non molleranno.

Possiedono una forza che non è fatta di sabbia nè di illusioni, sanno benissimo a cosa vanno in contro alzandosi la mattina o chiudendo gli occhi la sera ma non sono abituati a perdere. Sono seduta con le spalle contro quella porta, a me piace considerarla mia ma in realtà ne cambio quasi una al giorno. Sono porte buie, che ti fanno capire cosa vuol dire vivere in posti che non siano le stanze della propria casa. Queste porte hanno brutti odori ed emanano cattivi pensieri ma in fondo sono l’unica cosa che ho. Seduta al mio solito posto, oggi, riesco a sentire il rumore delle gocce che cadono su quella terra già bagnata, quando piove in ospedale l’odore di malattie diventa più forte, evapora, esce fuori dalle mura. Sento la mamma che parla con il dottore dentro la stanza, le solite stronzate, ormai è come ascoltare il telegiornale. Intanto una bambina mi passa davanti, appena chiama la mamma capisco dalla voce sottile che è la piccola Alice, Lei è affetta da una brutta malattia chiamata LINFOMA DI HODGKIN, mia madre dice sempre che le cure di Alice hanno bisogno di cellule magiche, che non tutti hanno, e le persone che ne sono prive sono persone speciali, come Alice. La malattia la stanca, lei ha sempre la febbre e quando mi accarezza la sua mano sembra fuoco, ma pur essendo molto piccola è forte come un uomo sano adulto non sa essere. Ha solo bisogno di un po’ di magia e di qualche sorriso in più. La sento ridere solo quando arrivano gli angeli, a me così piace chiamarli ma la mamma li chiama i clown dell’ospedale e dice che loro conosco la terapia del sorriso è per questo che quando arrivano sono tutti contentii.

Dovrebbero esistere più persone come loro.. loro mi hanno insegnato a sognare.. è per questo che a volte chiudo gli occhi e conto fino a dieci (a volte anche fino a venti per far aumentare la speranza) mentre conto spero che riaprendo gli occhi la mia vita sia diversa, spero di riuscire a vedere, riuscire a conoscere i colori le forme lo spazio, voglio vedere com’è fatto il tempo, il vuoto che mi circonda, le mura che mi ostacolano, voglio sapere cos’è questo buio che accompagna perennemente la mia vita sono stanca di toccare gli oggetti per capire cosa ho di fronte, voglio vedere! Poi però parlo con la mamma e lei mi spiega tutto, allora capisco che la vita è fatta anche di questo. Sono fortunata di avere una persona accanto, una persona che prova a farmi vedere anche senza vista, lei mi fa ascoltare i suoni percepire gli odori e mi descrive quello che ho davanti in ogni minimo particolare. La mia mamma ha due occhi anche per me.

Lei sa ciò che potrebbe piacermi e ciò che non potrei sopportare e quando camminiamo mi tiene la mano stretta forte forte forte e mi sussurra persino dove devo mettere i piedi. Lei fa tutto per me, una volta ricordo che ha persino provato a cercami degli amici, ma chi vorrebbe essere amico di una come me? Chi sarebbe disposto a tenermi per mano mantenendo tutta la mia vita in un pugno stretto? chi riuscirebbe come la mia mamma a sopportare il peso della compagnia di una vita senza vista? Ogni giorno penso che oggi ci siano troppe poche persone per strada disposte adi aiutare chi è come me, l’uomo fa solo ciò che ritiene interessante, solo ciò che lo diverte che rende felice la propria vita, di quella degli altri se ne frega, si diventa sempre più egoisti e meno disposti ad allungare una mano verso qualcuno.

L’uomo non capise che non esiste solo lui, non esiste solo la perfezione, l’essere normali, come tutti! Esistono disagi, imperfezioni, ostacoli della vita se così possono essere chiamati, esistono persone speciali, con capacità diverse, migliori magari! Persone, però, che hanno bisogno di un sostegno, anche solo per un minuto, un piccolo aiuto che potrebbe migliorare un’insignificante vita comune! Basterebbe anche solo provare a regalare un sorriso come fanno gli angeli dell’ospedale. L’uomo deve capire che anche io, anche NOI ESISTIAMO!

Nota Bibliografica:
Testo inedito di Silvia Sorrentino* (…ancora piccola solo 16 anni, ma aspirante clown dottore…ha tanto da donare ……………..per sua gentile concessione, pubblico questa sua bellissima introduzione della serata di solidarietà “Telethon” in favore della ricerca, vissuta insieme ed organizzata dal FORUM dei GIOVANI di Pesco Sannita (BN), domenica 23 dicembre 2012.