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C’erano una volta cinque nasi rossi ai quali un giorno venne un’idea geniale: partire con la navicella del tempo “PERA” per andare a trovare il loro amico Dario che viveva in un paese lontano, lontano.

I nasi rossi vivevano in un paese dove non si conosceva il significato di guerra, odio, rancore. Vivevano nella bellezza, c’era molta collaborazione tra di loro, tutti cantavano e suonavano e giocavano tutto il giorno, c’era divertimento ovunque, persino gli alberi, gli uccelli e tutti i fiori cantavano e giocavano. Insomma in questo paese gioioso regnavano amore amicizia, bellezza, allegria, musica e ritmo.

Questo paese si chiamava “SHUME MIR”

Man mano che si avvicinavano al paese di Dario, i nasi rossi sentivano una forte emozione, dovevano incontrare Dario che aveva dato loro appuntamento alle 8:00 a Skela, per divertirsi tantissimo insieme.

Ogni naso rosso aveva messo nella propria valigia un gioco e un oggetto per non sentire la nostalgia di casa.

Durante il viaggio i nasi rossi hanno incontrato delle formichine che camminavano in fila indiana, una dietro l’altra per non perdersi.

I nasi allora hanno chiesto loro:

-Ciao formichine, da dove venite?

Le formichine hanno risposto:

-veniamo da un posto orribile, dove tutto fa schifo, non c’è collaborazione con le cicale, piove in continuazione, non siamo contente! Siamo molto deluse perché c’è una signora cicala che ci tratta male e ci fa fare un gioco schifoso che non ci fa divertire.

Allora i nasi hanno proposto:

-venite con noi e vi troverete molto bene , la gioia e l’amicizia non mancano nei nostri giochi!

Nasi e formichine hanno fatto molti giochi bellissimi, tutti i giochi che ogni naso rosso aveva portato con se nella sua valigia.

-che bello, ho rigiocato a basket!-dice una formichina.

-nel nostro paese non ci siamo divertiti a basket, ma questa volta mi è piaciuta la collaborazione tra gli uni e gli altri e mi sono sentita rispettata dagli amici ed ho riso troppo!-

-alcuni ragazzi e ragazze ci hanno parlato di voi- dice una formica ai nasi rossi-ci hanno detto che i vostri giochi e la vostra musica sono sempre molto belli, noi pensavamo che era tutto inutile, non avremmo mai giocato divertendoci così, invece è stato così bello che volevo ammazzarmi.-

Quando i nasi rossi e le formichine sono arrivati nel paese di Dario, sono stati accolti da una valanga di applausi di gioia, tutto il paese era in attesa del loro arrivo.

A quegli applausi, uno dei nasi rossi esclama:

-ho visto un sentimento di rispetto e ospitalità.

Una formica dice:

-ho sentito gioia quando mi sono presentata  e l’amico con me, mi è piaciuto tanto.

E così ognuno esprimeva la sua gioia nell’incontrare l’altro.

Ad un tratto tra la folla si intravede Dario, arrivato con la sua Ferrari con lo stemma dell’Inter sul cruscotto e 2 palloni da basket nel cofano.

Dario accoglie i nasi rossi e le formichine e le invita tutti a seguirlo. Dalla macchina prende i due palloni e con i nasi rossi, le formichine e tutti quelli che erano lì con loro, inizia il suo gioco: un grande trenino di persone e formiche che corre per tutta la città, fino ad arrivare in un posto meraviglioso, il “Centro Madre Elisa” un posto in cui ognuno parlava la propria lingua e tutti si capivano e ognuno portava con sé la propria voglia di giocare.

Allora tutti insieme organizzano una grande festa durante la quale i nasi rossi scoprono che tutto quello che avevano lasciato nel loro paese era anche lì, in quel paese lontano, lontano,  lontano… le formichine, Dario e i suoi amici scoprono l’amore, l’amicizia la collaborazione, il rispetto, la gioia e la bellezza, la musica e il ritmo erano già lì, a portata di mano e che loro distratti non li vedevano perché bastava cercarli con gli occhi del loro cuore.

(Fiaba scritta a più mani da bambini e clown – Vlore, Albania 27 luglio 2012)

https://comunitarncd.wordpress.com/2012/07/31/iv-missione-terabithia-2012-report/