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Dialogo immaginifico tra Mercuzio (l’arcangelo che si fece clown per amore degli uomini) e il clown Nanosecondo ( che voleva farsi Dio per disprezzo degli uomini)

Nanos: Mercuziooooooooo!!!!!! Aiutami sono entrato in un bosco, pensavo che fosse per “una possibilità mistica” per entrare anche un po’ nei “chiari e scuri” della mia vita complicata e rumorosa, insomma cercavo di entrare in “un altro regno che un’anima clown potesse abitare e custodire” per nulla di determinato, di prefigurato, risaputo… insomma un luogo aperto, libero,….. allargato dal solo nostro passaggio. Unico fine è solo quello di andare a vedere e spingersi sino al limite, senza voler costruire dimore o definire radure e per provare a scoprire o ricreare sentieri interrotti,… ma mi sono perso e adesso non riesco più ad uscire! Mercuzioooooo aiutami tu………;

Mercuzio: Nanos la devi smettere una volta e per sempre di pensare di dover camminare nei boschi alla ricerca di umane anime perse e sopratutto da salvare …..e poi la tua ormai è smarrita e U’Mast mio per colpa tua mi ha degradato da Arcangelo in Angelo di 13 serie…..il bosco è il luogo profondo ed intimo della nostra coscienza …oramai neppure infelice abbaglio del vivere poetico come per un’A.ltR.o mio assistito senza via d’uscita ma ricco di rocambolesco e spregiudicato uso delle parole tale da farle ridere e piangere tra una visione e un enigma.  Ma bisogna saper praticare la discontinuità provvisoria del sapere dell’ascolto, della frammentarietà non ingessata del pensiero che sappia pensare sé stesso con generosità e severità…..privilegiare comunque i chiari di bosco per dare senso anche ai colori del buio….

Nanosecondo: Mercuziooooooooo!!!! E,….. che sono un tempo via e un tempo nello sviamento, e poi di avanzamento ma alla fine… mi sono smarrito! Per il resto non ho più nulla da dire, da pensare …. da percepire.. e non credo di essere chiamato a dare risposte immediate a responsabilità “in diretta” per la tua sorte! …Tu non ci sei mai ed ultimamente anche tu ti sei perso appresso a poeti e scrittori da strapazzo, per non dire di politici trombati e filosofi lunatici!

Mercuzio: …..il vizio tutto umano di formulare caselle dei ‘buoni-e-cattivi’ maestri …. non è come dici tu…… ormai non mi interessa più lo spazio della filosofia della politica e meno che meno della sofistica poetica di voi umani anche se alla ricerca della anima clown, sempre negli altri mai in sé stessi,… ma solo la vita buona, bella e giusta,… questa si ancora mi intriga! Non in astratto, ma in concreto, cercando di assecondare i miei e altrui demoni interiori…buoni, belli e giusti. A questo proposito noi angeli siamo sempre in difetto … il nostro amore e debito alla vita,… è infinito! A me come il folle di Nietzsche piacerebbe vivere in “comunità provvisorie“, in un tipo di amicizia, koinonìa, armonia, eudaimonia non sempre modulata ai bordi… del bosco… con discernimento e distacco come è per nostra natura e abitudine (?)… Ma voi uomini non è possibile vivere o pensare al bosco dall’eterno o dai bordi….il bosco va attraversato senza sapere da dove si entra o si esce e soprattutto senza sapere come e perché prima….. ops….!!! Nel bosco si gioisce per i chiari, le albe e si soffre per le ombre, gli scuri… i tramonti e la notte e sopratutto apprezzare il bello, il buono e il giusto e il suo contrario, ma attrezzarsi a vivere come chi riesce ad amare la solitudine e si prefigge il compito di condividerla e provare il piacere di stare anche un po’ solo con sé stesso….senza annoiarsi o avere paura o addirittura panico…..

Nanosecondo: sai anch’io un po’ come te per amore del silenzio adesso mi ero addentrato in questo bosco. Si per amore… del silenzio, per imparare a corrompere anche una delle parole più difficili da comprendere per un clown e umano come mè(?): amore!

Mercuzio: cerca nel tuo bosco un sentiero delle parole, quelle leggere e che rappresentino il respiro sottinteso di un silenzio, più della spiegazione di un sentimento o una passione ……, non per fare domande e avere risposte saper andare al fondo delle nostre ferite e delle nostre crepe che ci infliggiamo sempre per il gusto del possesso e del potere che voi uomini chiamate amore perché avete paura della forza libera e sconvolgente che è l’eros….. e allora ritenete meglio nascondervi dietro le ‘siepi’ di un amicizia, una ‘fraternità’ o un amore, se mai con uguaglianza e reciprocità per non rinunciare per nessun motivo alla tua singolarità di spirito libero….di clown ” …. amori, non ci sono amori! perché poi non ci sono amori gridò il saggio morente; ”nemici, non ci sono nemici! ” grido io il folle vivente…..Nei chiari di bosco non si va come uno studente ingenuo e curioso o…malizioso come il tuo ‘nanos’ a fare domande o ad esibire risposte e convinzioni…. Si va per andare a cercare solchi appena aperti nell’aria o nei sentieri a dubitare dei “segnavie” lasciati dagli uomini, a ascoltare il tremolio delle foglie come una sonata di Mozart, a gustare gli attimi simili scintille di un incendio lontano, l’ombra di un animale forse anche lui ferito o smarrito e ci pone la domanda non di cosa sia l’Essere-bosco ma il senso dei nascondimenti che ama inventare per allontanare la nostra noia e stimolare la nostra curiosità….

Nanosecondo: Come al solito non ciò capito niente Mercuziooooo!!!!!!!!!!!!, e poi dici che è colpa mia si U’Mast Tuoi ti ha declassato………spiegati meglio …. come faccio adesso ad uscire da questo bosco…….. ho paura del buio e dei silenzi……voglio luce e un pò di sano baccano ……

Mercuzio: è comodo ora uscirtene con la scusa di non capirci niente e che il mio “Mast” – come tu lo chiami – parla per enigmi, metafore o parabole. Ti rimando alle parole profetiche e sapienziali di una mia mortale assistita, M. Zambrano, che cercava il senso da dare ad una poesia pensante o un pensiero poetico per non farvi continuare a trastullare ancora una volta nella scelta tra pensiero o percezione o poesia e ragione…..scriveva:  “e così, colui che distrattamente se ne partì un giorno dalle aule finisce per trovarsi per puro presentimento a percorrere di chiaro in chiaro i boschi dietro al maestro che mai si era dato vedere: l’Unico, quegli che chiede di essere seguito per poi nascondersi dietro la chiarezza. E al perdersi egli in questa ricerca può capitargli di scoprire in una rientranza del terreno un luogo segreto che raccolga l’amore ferito, ferito come in ogni volta in cui va a raccogliersi”  alla fine ti fai sempre battere dalla tua anima “parte napoletana e partenopea” cerca i colori del buio e i piaceri del silenzio…. una visione adatta allo sguardo ancora desto nella vita e addormentato nel sogno……. altro che luce e baccano!