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di nina.iadanza@hotmail.it

Senza scomodare filosofie antiche o moderne di cui suppongo di non conoscere mai abbastanza, ma semplicemente riflettendo sul nostro stare nel mondo o quando ci  interroghiamo sul senso o il nonsenso delle cose, sui significati, nella nostra ricerca di ciò che è vero, anche noi “agiamo” forse filosoficamente.

Certo un ordine simbolico di riferimento, una fede, ci può aiutare maggiormente nel chiarirci e capire noi stessi e ciò che ci accade intorno, ma tutto sta nei nostri vissuti, in quello che pensiamo, diciamo e  soprattutto facciamo oppure no.

Il fatto che, nel Buddismo, ogni nostra azione e ogni nostro pensiero  sia la risultante di azioni e di pensieri passati potrebbe far pensare che non possediamo libero arbitrio, che siamo dei fantocci che interpretano una vita già programmata. Ma così non è, “ognuno è completamente libero di agire in questo mondo trasformandolo in meglio o in peggio, così come desidera. In altre parole [….] l’essere umano è libero per natura”.

Chi compie o rifiuta di compiere una certa azione, buona o cattiva, sapendo di avere un’alternativa, ha fatto una scelta. Anche nelle situazioni più difficili, possiamo scegliere tra ciò che ci conduce verso una sofferenza più profonda oppure verso il sollievo.

“Se vuoi conoscere le cause create nel passato, guarda gli effetti che si manifestano nel presente. Se vuoi conoscere gli effetti che si manifesteranno nel futuro, guarda le cause che stai mettendo nel presente”.

Qualsiasi azione, mentale, verbale o fisica, produce una reazione che può essere immediata o distanziata nel tempo.

Secondo il principio dell’unicità, della non dualità, dell’essere umano col suo ambiente, ciò che ci accade è l’effetto di una causa che sta dentro di noi.

Cercare responsabilità  e soluzioni all’esterno non serve se non modifichiamo le cause interiori.

Con gli anni,  ho realizzato che  ogni azione che compiamo è di fatto una scelta e come tale comporta delle conseguenze; anche quando ci sembra di non decidere tra un’alternativa ed un’altra, stiamo di fatto scegliendo ciò che riteniamo sia più giusto, opportuno o anche solamente necessario.

Consapevolmente o meno, assumendoci le nostre responsabilità fino in fondo o non, ognuno è l’artefice del proprio destino. Forse anche quando non sappiamo cosa fare o siamo confusi e ci comportiamo in un certo modo, stiamo mettendo delle cause che non tarderanno a manifestare  degli effetti.

Le scelte comportano delle rinunce.

Sicuramente è così, ma queste avranno un sapore meno amaro quando cerco di  comprendere  quanto sono mie comodità, stanche abitudini, attaccamenti insomma che condizionano la mia libertà di persona, anche andando al di là di ciò che momentaneamente mi potrebbe far sentire meglio.

E la consapevolezza non sempre aiuta, ci vuole forse la saggezza di cui parlano anche i nostri filosofi, ma questo è un discorso lungo.

Continuerò a riflettere anche io.

Fonte:

Riflessione di nina.iadanza@hotmail.it su

http://artempori.wordpress.com/2012/09/07/scelta-esercizio-spirituale-e-filosofia-greca-agita/ di Alessio Masone