Tag

, , ,

Questo che finisce PER ME non è un anno come gli altri. E’ l’anno del ritrovato amore. Di quelle storie antiche che lasciano il segno. D’incontri sotto le stelle, di baci rubati al destino, di strette di mano furtive, di sguardi dolci e infiniti tra i rami degli alberi, di amore, si d’amore, tra un uomo e una donna.

E, c’è stato anche l’amore degli incontri umani, delle loro storie, dei loro vissuti, dei loro giochi, delle loro nostalgie, delle loro tristezze, dei loro dolori, delle loro malattie, dei loro pianti, ma anche delle loro infinite risate. Oggi ho nostalgia dei miei mille mondoi che ho vissuto in quest’anno e dei mille sogni accarezzati. Di quelli scoperti sul cuscino appena alzati o nei volti degli altri e nel mio difronte lo specchio nel bagno a prima mattina. Si ormai da tempo per me sono gli anni dei sogni pratici dei volti, degli occhi e delle parole ascoltate nei cerchi, sempre custoditi in scrigni d’orati nella mia “biblioteca dell’anima”.

Ho nostalgia oggi, si, anche delle parole scritte nel nostro libro, che restano scolpite nel mio cuore, perché non si tratta solo di parole ma di vissuti pieni e sentiti. Si ad alcuni possono apparire come parole soffiate nel vento ma anche in quella notte sotto le stelle, c’ero e le ho viste. Parole dette e scappate all’abbaglio di una nuvola grigia di rancore e di un lampo di stupido risentimento. Si, parole che cercano il perdono, ma il perdono di tutti.

Perché? In una comunità come la nostra ci deve essere la solidarietà del perdono, perché, ci sono anche altre parole, quelle della riconoscenza, per le cose fatte insieme, ed anche parole di critica per quello che tutti insieme non siamo riusciti a fare. Si parole sincere, sempre dette, senza veli, come quelle che siamo capaci di scrivere nel nostro più intimo diario e che oggi provo a sfogliare insieme a voi.

Immagini, e-mail, di scoperte e previsioni, a volte scritte in fretta, con errori di indirizzi e d’interpretazione. Ma anche quelle di un visionario che prova ad osare. Talvolta in maniera azzardata, anche se non tutti si è pronti all’azzardo. A fare i conti con la nostra vita. A volte fatta di miserie e fragilità del nostro tempo che sono le nostre e non solo dell’altro. Ho nostalgia anche di quelle relative ad incontri e di arrivederci, ma anche di addii.

Una cosa che non sono poi mai riuscito a fare è cancellare i nomi dalla mia rubrica, con la speranza che un giorno li possa ricevere ancora e riconoscere. Cancellarli sarebbe per me un azione troppo dolorosa. Solo il pc a volte molto hardware, ha cancellato la memoria di alcuni, che poi ho cercato di riprendermi.

Io vedo, io sento, tutti! È inevitabile. Se guardo all’anno che va, li vedo e li sento ancora meglio. I loro volti, le loro paure, le loro fragilità confrontarsi con le mie ma vedo e sento ancora viva della capacità di sorridere. Si dal primo all’ultimo. Non so perché. Certo è che non sono un peso per me almeno ora non più. Ho fatto l’inventario di fine anno nel mio magazzino (ho cercato di sistemare almeno per me alcune cose)  e specialmente sto provando ad usarle come una leva… per me, ad andare avanti. E poi di questi tempi …di fragilità comunitarie. Il tempo che è stato resta un incanto, la fragilità forza, le miserie una ricchezza, di un vedere i limiti ma anche sentirmi ….ancora e pienamente io sono….con te!

Questo per me è il tempo di scrutare il tempo che viene, incerto e avaro, è il tempo di:  esserci stati!

Si “esserci stati” cosi come abbiamo scelto di starci noi, e come ci è capitato di viverci ognuno, perché è un onore; esserci ancora sarà un merito, perché ciò rappresenta la vera sfida che anche per me è appena cominciata. C’è sempre qualcosa da imparare: “non delegare”.

Da esperti clown “dottori” possiamo comprendere meglio che la vera medicina siamo noi stessi. Io anni fa mi sono preso cura di tutte le mie malattie (contraddizioni, paure, etc) senza cercare di perdere me stesso ed il senso ed il significato vero dell’amore: essere sinceri.

In questo senso rinnovo il mio impegno ad esserci, e prima verso me stesso, oggi il solo a cui posso pensare cosciente del fatto che se posso essere bene con me stesso lo sono anche con gli altri.

Questo è il mio tempo. Il solo che mi può fare osare ad essere sereno. Non c’è più tempo per perdere tempo, per lesinare amore, per cercare di sconfiggere l’idea di restare senza amore, senza più paure, per rimandare il da farsi, ma solo quello per ritornare ad incantarsi e vivere, come clown e uomo intero.

Per anni il tempo l’ho declinato all “imperfetto”, e da alcuni al “passato remoto”. Ho cercato in quest’anno di recuperare il “tempo all’incontrario” e questo è stato uno dei motivi per i quali a Luglio 2011 ho deciso di “vendere” la mia “moto del tempo”. Alcuni giorni fa mi ha chiamato un amico e mi ha detto “Enzo c’è una tua foto in un Bar di Monte San Giusto”…uaoo mitico!

Avevo nostalgia si anche di questo, del mio passato e del mio futuro. Proprio oggi però ho ricevuto una grande lezione ed ho imparato ad avere solo nostalgia del presente. Al massimo di un attimo prima ed un attimo dopo.  Provo a riconquistarmi una parte del mio regno, si quello del tempo all’incontrario, dove spazio e tempo si annullano e così ogni attimo lo posso reinventare e nostalgicamente ripensare. Mille mondi, ma che tremila, cinquemila, tutti da costruire.

Che cosa mi auguro oggi? … per tra poco?…. di riuscire a mantenere sempre in vita quel tempo di bambino nel quale posso “osare”.

Questo è, e sarà il mio tempo. Il tempo di forzare “l’aurora per rinascere”. Il tempo dove ogni fragilità possa diventare la mia forza. E con forza, concedermi l’unica violenza possibile: amare. Io ne ho ancora bisogno. Ne abbiamo bisogno tutti. Qualcuno più di altri. Prima che arrivi la fine del mondo.

Per questo l’augurio che faccio a me per il 2012 ed a voi tutti è quello di osare in amore, osare si specialmente per amore, si per amore.

Per questo… in punta di piedi, con la mia valigia di Nanosecondo mezza vuota ormai, prendo per mano tutto l’incanto, le mie gioie, i miei dolori, le mie paure, le mie contraddizioni, le mie incomprensioni, e ve ne faccio dono affinché ognuno di noi possa osare ad amare.

 

In Giro…

In giro

a cercarmi.

A volte mi ritrovo,

solo.

Perdo

il mio tempo,

a perdermi.

Ombra

si specchia

nel cuore.

Lontana, affusolata,

chioma,

di capelli

mi fa paura

nel vento.

Nuvole

sulla testa.

Grigio,

questo tempo,

non lascia andare,

quando sarà passato.

Da questo molo,

partirò,

con la mia nave.

Nanosecondo