Seminari di mare dal 25 al 27 aprile a Marina di Ascea.….A’scìa, senza scia,senza nubi ….

Ma come si semina a marina a 300 studenti di istituti psico pedagogici della Campania e della Puglia ……all’ombra di un villaggio di palme…..il dottorato clown?

Beh! Si prova ad andare alla ricerca di conchiglie e mettendole all’orecchio ci si fà raccontare storie di uomini di mare…che per scapolare ogni tempesta …..cercavano il premio che poi hanno ottenuto! Oh Capitano mio Capitano…..

Come fare per diventare un clown dottore? Ma come non lo sai? Biosgna navigare fuori dalle rotte abituali… e, si quando c’è tempesta devi avere il coraggio di andare a largo…..

E, con l’aiuto degli astri favorevoli e, ….grazie a escursioni termiche e pure scolastiche di ciurme di ragazzi e ragazze.. ed ore in esubero …in compagnia della dottofessa Mecala e N’Druccio ….partiti alla volta del porto di Salerno…. dove il capitano di Vascello Nanosecondo li attendeva…potrete approdare con lui nel mare calmo della Marina di Ascea ….( e si senza scia e senza nubi…) …e, all’ombra della torre di Velia ….dove pure Mercurzio ed Edda, suoi angeli custodi, la sera prima erano andati a passare sotto la Porta Rosa…unico arco greco al mondo….perchè dicono che rende tutti più amorosi ed umani….e, si per attraccarsi ad una nuova strategia d’amore ….e, finalmente tirare su la boa dopo aver immerso l’ancora di salvezza …nella folla di studenti…calmi dopo l’agitarsi ….nella tempesta …e l’ardore asfissiante delle ascelle e dei piedi….oh! Beata boa a forma di palloncino legata ad una corda resistente di spago forese ……..per tenere in vita tutta la ciurma e la classe….e con il semplice soffio di un polloncino…… colorato…e non un vento furioso di tempesta….far approdare il nostro veliero…


…ah! che pace adesso per i nostri naufraghi
clown…….per fortuna che c’è sempre una zattera ….una scialuppa ..un pattino… per riuscire a stare in equilibrio sul mondo….

E, così…il viaggio sognante è proseguito tra immaginifici panorami, n’drucciani dubbi e mecalose perplessità e,….

(….le mie alunne hanno partecipato alla Giornata dell’Europa e accanto ai Progetti stanziati dai Fondi Europei ho chiesto alla Preside di inserire la nostra esperienza formativa…hanno montato le foto, di cui ti invierò presto copia e mi hanno proposto di iniziare così come hanno visto fare a te. Abbiamo cucito il sipario e messo in scena noi stessi ‘tagliando’ lo spazio in quotidiano ed extraquotidiano, autentecità e ipocrisia, passato e presente E’ stato favoloso: Ho letto dei brani e loro li hanno drammatizzati liberamente. A proposito..i brani sono stati tratti da un romanzo molto bello, “Il tempo delle due lune” di Priscilla Cogan…Grazie…Marilù)

e già, dietro il sipario il mistero…..
…al porto della palme una marea di studenti e studentesse attendevano impavidi e volenterosi.. un po’ puzzolenti a loro dire.. tra cocod’ascel e oudetualet……

…Nanos naufrago ma con i piedi detersi teneva alto lo share del pubblico offrendo antipasti clowneschi di giovani fanciulle incipollite e leggermente condite con agliose fragranze….

Il pubblico appassionato, dimentico di stanchezza e puzzori, chiedeva ancora il bis, offerto con un tocco di magia dallo s’chef di nuove strategie d’amore che si compivano in un coctail di ti voglio bene e di sguardi accoglienti.

Dopo un mecaloso hOll Mix gli spettatori erano in delirio… ma il mare richiamava i nostri marinai all’essenza originaria di una spiaggia calma e malinconica, ricca e fervente.
Magie gentili accaddero in quel tramonto sulla spiaggia, N’Druccio fu fulminato da divine visioni, immaginifiche realtà sognanti di pratiche grandiosità come un gabbiano che si libra nel cielo….nanos viaggiava posato sulle ali della brezza soave e leggera, dei suoi aquiloni…
mentre mecala si perdeva rincorrendo pensieri e ricordi, parole sentite dalla sua anima che ancora una volta apriva una finestra sul mondo cercando di planare tra le sensazioni di una vivace semplicità…. gli venne in mente così una poesia …… poi si accorse non era di altri poeti ma che era la sua….e, così la scrisse sul suo quaderno.
Il sole andò ad abbracciare morfeo ed i nostri ritornarono tra i comuni mortali arricchiti della generosità della terra e del mare che nei loro chiasmi regalano essenze di sublime e briciole di divinità…

“…che siamo angeli caduti in terra dall’eterno…fino a completa guarigione?”

P.S. Per fortuna che ci sono pescatori che ti prendono a volo nel cuoppo!!!

c’è il mare nei miei passi, nelle mie riflessioni, nei miei sogni
c’è il mare nei sorrisi indiscreti dei bambini,
c’è il mare nei fili di paglia distesi al sole, nell’odore delle campagne,
c’è il mare nel cuore dei sognatori e per i navigatori che hanno volgia di andare
Calmo, impetuoso,rassicurante, travolgente, oscuro, armonioso, solitario, impavido e rumoroso.
C’è il mare negli occhi di una bimba che sente tra le mani il fervore caldo del vento che trascina i sogni.
Per ogni mare c’è un porto per approdare o un onda da lasciar entrare.
c’è il mare nelgi istanti etern della mia vita…. su questa spiaggia al tramonto le parole mi affollavano la mente, incerte tra ricordi e novità,
cercavo una poesia che pensavo fosse di qualche altro…
ed invece era la mia.

dalla vostra Mecala spiaggiosa