Agenzia ANSIA

Da Ponte Valentino Clown Caramella

Buonasera. Grandi ragli di asini ieri alla passeggiata in difesa del territorio, in compagnia di Rosy e figlie, mancava tra gli altri la Bindi, impegnata con gli strascichi dei bagordi del NO B DAY. Notevole il dispiegamento di forze dell’ordine, a contenere la folla inferocita.

Ma veniamo ai nostri, da segnalare l’affabilità con cui l’Assessore Castiello si è dato ai media locali, nonché alla nostra TELESPENGONO LA LUMINOSA, una TVClownesca, una delle poche non prezzolate dal famoso cavaliere. Il mio raglio libero, come diceva il buon Lucio.

Il nostro Assessore, incalzato dalle nostre domande, sull’impossibilità di conciliare l’eccessiva illuminazione illuminante della Luminosa, in periodi dove è altresì quasi d’obbligo iniziare ad attuare una decrescita, orbene, dicevamo, il Nostro giungeva ad ammettere che preferisce un Pil lungo a uno corto…..ossia, un Pil alto anziché basso, ossia…come dire, un Pil che cresce anziché che decresce.
Era a fagiolo, a questo punto, la considerazione un po’ scontata da parte del compare della sottoscritta giornalista, Clown Nanosecondo, il quale, tallonando a zona l’Assessore, lo rimbrottava sui noti fatti testè accaduti su scala nazionale, ovverossia sull’ultima tendenza fashion degli assessori, che è quella di fare..come dire…sesso a tutte le ore.

Il Castiello sorvolava con eleganza sulle provocazioni, non lesinando qualche accenno di risata, e la giornalista qui presente in tele trasmissione anche via satellita in diretta e in differenziata seriamente (per modo di dire) riportava l’attenzione sul discorso anzitempo iniziato, ossia sulla decrescita, chiedendo espressamente all’Assessore quale fosse il numero di scarpe portato ai piedi.
Prontissima la risposta del Nostro assessorissimo: 42, e a quel punto la Dottofessa Clown Nanatena, molto sconfinata nel suo sapere senza confini, suggeriva all’assessore di provare ad accorciare il piede fino almeno a 40, per saggiare su se stesso l’importanza della decrescita, in quanto avrebbe consumato meno suola, meno pellame, e in buona sostanza la sua complessiva impronta ecologica sarebbe diminuita sensibilmente, facendo anche meno vittime tra le formiche ed i vermetti.

L’abbronzato Assessore ha infine declamato, che, quando sarà tutto finito e ci sarà la vittoria contro la Luminosa, ci farà a tutti la festa invitandoci nel suo Castiello.

Con nonscialans il Caro Assessore si è poi dileguato, salutando primariamente ad ampi gesti comunitari, profondendo varie ragioni a sussidio della sua impossibilità a prendere parte alla camminata, per precedenti impegni presi. Abbiamo saputo da informatori infiltrati, che era atteso dai suoceri a pranzo, e che questa usanza in uso a Benevento nei dì di festa risulta essere testè per molti invalidante, inquantocchè di impedimento, spesso e volentieri, a ben altri impegni o svaghi.

Anche l’infaticabile Campolongo ce lo ha confermato, provato sulla propria pelle. L’allegra brigata si è poi portata lungo le vie interponderabili dello scibile umano, lì dove il vento muta, le foglie tacciono, il cor s’acquieta.

Registi inconfutabili di tale marcia sderenante, sciancoliante, sbullonante, sfravecante, sono stati i noti nomi dell’ecologismo solidale beneventano, tali Zio Bacco, Zio Tullio e Zio Marcello.

Ci sono state due mete riflessive sul modello di società futura se solida liquida o lievitata. Alla fine si è optata per una società gassosa fatta tutte di bollicine di sapone, color arcobaleno.
L’entrata in Benevento è stata a dir poco trionfole. L’ingresso da sotto l’Arco di Trionfo di Traiano è stata un susseguirsi di emozioni indimenticabili. Ci hanno pure telefonato dalla Questura, perchè non sapevano se dovevamo passare da sotto l’arco o da sopra. Alla fine considerato che gli asini avevano difficoltà a volare per sopra il corte di asini e clown con tutta la compagnia ci è passato di lato.

Una signora guardia con cui ho avuto modo di interloquire, allorquando ho comunicato loro che avevo una zia in polizia, Lei mi ha chiesto quanto tempo fa? 40 anni fa, io andavo ancora all’asilo.

Dunque, dicevamo, l’entrata a fianco l’arco di trionfo di Traiano ha avuto un che di messianico, di profetico, e cosi Nanosecondo ha potuto esaurire il suo desiderio e all’urlo della folla che accompagnava il lento di Rosy e Nanosecondo, che incuranti e sprezzanti verso il podio improvvisamente acquisito, continuavano la vita e la filosofia di sempre. Loro si veri maestri della decrescita e della riconciliazione con la madre terra.

Finanche le cacche sparse qua e là ci ricordavano la nostra natura terrena, la nostra nascita tra muchi, sangue, pagliericcio talvolta, appunto, come dire…pieni di merda, e ci supportavano in questo percorso faticoso di attenti e consapevoli testimoni del nostro tempo, dove non si può e non si deve sentenziare dall’alto dei propri privilegi, ma scendere nella nuda cacca e sporcarsi le mani. E, si come fanno gli Asini e i Clown.
La sottoscritta medesima inviata specialissima giornalista molto free e lence, nel tentativo inoltre di agganciare quante più persone, stavolta, per far loro firmare la petizione (che non era, come ipotizzato da Clown Scimmietta, una lezione di peti ma una cosa serissima e difficilissima da attuare, vista la riluttanza, ormai risaputa, a farsi coinvolgere da parte del pubblico beneventano), incappava in tre rampolli della Benevento bene, lui giovane trentenne a cui i soldi non erano purtroppo serviti per conservare i capelli, e loro, due bellissime signorine imbellettate e griffate.

Ordunque, il giovane, all’invito di andare a firmare, risponde con fare deciso (fare inscritto nel DNA grazie a generazioni e generazioni di abitudine al potere) a dimostrare la fine che aveva ormai fatto la locandina sulle notizie della Luminosa: tale locandina giaceva inerte tra le sue mani, ormai ridotta a mille pezzettini. La sottoscritta svitata speciale e giornalista, lasciando per un attimo cadere lo scopino microfono della propria emittente, chiede con grazia se almeno l’avrebbe riciclata, o viepiù buttata nel sacco nero.

Lo scopino per un attimo si torceva da solo nelle mani, volendo ritornare all’uso originale. Tant’è.

Non paga, l’indefessa giornalista, memore delle lezioni dell’esimio Daniele detto il Tufo e dell’encomiabile Gabriele detto il Corona, ricordava a chicche e sia l’impatto impattoso e impattante, anche fuorviante e inasprente, della centrale de quo. Spiccavano per veemenza due signori favorevoli, di cui uno in particolare si accendeva tutto per smontare una ad una le tesi sostenute dalle associazioni.

Lì la giornalista ha spostato abilmente l’oggetto del contendere su ben altre fonti energetiche: ha tirato fuori l’orgasmometro, famoso oggetto pluripunta, flessibile, metallico, mobile, che all’uopo serve per massaggiare il cranio o la capaccia (testa) che dir si voglia, e con esso si diffonde una sensazione di benessere, dovuta alla cascata di betaendorfine (che ricordiamo essere oppiacei endogeni), che inondavano oltremisura il soggetto ricevente, il quale si è poi detto soddisfatto, appagato, felice, invitando lo stesso consorte a procurarsene uno, perchè almeno cosi avrebbero acceso di luce coccolante naturale le loro serate.

E per finire un ringraziamento generale a tutti coloro che pedissequamente e formichinamente si stanno battendo e si batteranno e si sono battuti ed anche fin qui sbattuti per gli oltre sei kilometri di marcia da Ponte valentina a Benevento per testimoniare la loro voglia di costruire una comunità più a misura di Clown di uomo (intero), di terra e di asino.

Pare che tra Rosy e Nanos sia nato del tenero…l’immagine rubata al gossip attraverso i nostri infiltrati ….lo confermerebbe.

Da Ponte Valentino è tutto.
la vostra svitata speciale Clown Caramella