Carissimo Nanos,

un interessante articolo uscito su “Repubblica” di oggi (ndr 24/09/2009), che secondo me ha molto a che fare con la Biblioteca dell’Anima.
Si occupa del potere terapeutico del ricordo, basandosi su alcune ricerche che stanno facendo sugli anziani, ma il discorso secondo me si può allargare alle persone di tutte le età. Pagina 55, titolo “Nostalgia. Se ricordare il passato regala un futuro di salute”.

Spero che tu riesca ad avere l’articolo e a segnalarlo sul tuo blog: tra l’altro la giornalista, Sara Ficocelli, citando il ricercatore e docente di psicologia sociale Alex Haslam, scrive che “ricordare il passato fa bene alla salute e aiuta a combattere demenza senile e infarto molto più di integratori e farmaci”.

Viene citata una ricerca della Exeter University, nle Devon, che “riabilita il ricordo come strumento di cura, specie se condiviso”.

Poi, più avanti, citando i risultati di una ricerca effettuata in Australia su un gruppo di ospiti di una casa di riposo: “Il deterioramento del cervello non può essere arrestato, ma vengono recuperate capacità dimenticate. Gli effetti benefici si verificano però solo quando i ricordi vengono raccontati in gruppo. Senza socialità, del resto, a cosa serve la memoria?”.

Viene citato anche il prof. Antonio Loiacono, presidente della Società italiana di psicologia (SIPS), che, nel libro “La sala degli specchi”, scrive tra l’altro: “La condivisione di un ricordo ha un potere terapeutico enorme. La memoria emotiva rappresenta la nostra identità e ci rende, a seconda dei casi, più o meno forti”.

L’articolo si conclude citando Ludwig Feuerbach che “diceva che l’uomo è quel che mangia e noi ci nutriamo di ricordi, siamo fatti di memoria. È questo, a quanto pare, l’ingrediente fondamentale della nostra sopravvivenza”.

(Anche in Memorie di Adriano – Marguerite Yourcenar, fa chiedere all’Imperatore se siamo quello che mangiamo ….. e … “Piccola anima smarrita e soave, compagna e ospite del corpo, ora t’appresti a scendere in luoghi incolori, ardui e spogli, ove non avrai più gli svaghi consueti. Un istante ancora, guardiamo insieme le rive familiari, le cose che certamente non vedremo mai più… Cerchiamo d’entrare nella morte a occhi aperti…”. Con questa poesia scritta realmente dall’Imperatore Adriano in punto di morte si chiude questo bellissimo romanzo che – in forma epistolare – ricostruisce in prima persona la vita intera di uno dei più illuminati reggenti dell’Impero Romano. (appuntino di Nanos)
(Continua Daniela nella sua lettera) Insomma, ricordare e condividere per stare bene. Secondo me dovresti pensare, quando hai tempo, a come trasformare la Biblioteca dell’Anima in un progetto che secondo me starebbe benissimo nel programma dell’Università Popolare dell’Irpinia, un progetto che si potrebbe anche proporre a qualche amministrazione “illuminata” (tipo quella di Flumeri?): una sorta di banca della memoria per collegare in maniera profonda le diverse generazioni. Che ne dici?
Tra l’altro il tutto, sempre secondo me, ha molto a che fare anche con il progetto e le tecniche su cui sta lavorando Sidney con il suo processo di riconoscimento e tu con le fiabe che curano del tuo Clown Dottore e… Oddio, ma allora e proprio vero che è tutto connesso!!!
Un abbraccio
Daniela Da Milano

Qui l’articolo di Sara Ficocelli da LA REPUBBLICA

“Gli uomini non sono solo se stessi; essi sono anche l’ambiente in cui sono nati, il focolare della città o della fattoria dove hanno imparato a fare i primi passi, i giochi che hanno rallegrato la loro infanzia , i racconti delle anziani donne che hanno ascoltato , il cibo che hanno mangiato, le scuole che hanno frequentato, gli sport che hanno praticato, i poeti che hanno letto, il Dio che hanno adorato.
(W. Somerset Maugham , “La Lama Del Rasoio”)